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Qualità per competere

DAL TAVOLO DI LAVORO DEL FORUM DELL’IMPRESA E DEL MANAGEMENT 2015

Partecipanti al Tavolo di Lavoro: ABB (Tommaso Abbattista), ALTRAN (Luca Ruffilli), BEGHELLI (Fabio Pedrazzi), FIVEP-CARIBONI Group (Dante Cariboni), GEWISS (Matteo Gavazzeni), RIELLO UPS (Maurizio Tortone), SCHNEIDER ELECTRIC (Alberto Ginnaio).

Coordinatore del Tavolo: Claudio Provetti

Direttore Funzione Sistemi di Gestione,

Sicurezza ICT, Ispezioni e Formazione dell’IMQ S.p.A.

Dagli operatori della Valutazione della Conformità (Organismi di Certificazione e/o Ispezione), quando si parla di “Qualità”, come è stato al Tavolo di Lavoro del “Forum dell’Impresa e del Management” (nell’ambito di EXPOTRAINING 2015), in cui il tema affrontato è stato: Qualità per competere”, arriva sempre il monito di attenta interpretazione del termine Qualità. Da subito la discussione si è incentrata sul significato che ciascun partecipante ha dato al termine Qualità rappresentando, ovviamente, l’esperienza della propria azienda.

Si potrebbe sintetizzare che quanto emerso dal primo giro di confronto, è che sempre più frequentemente nel mondo industriale, e non solo, il concetto di Qualità ha preso una valenza ad ampio respiro. E’ difficile parlare di qualità dei prodotti e non associarla alla qualità dei processi organizzativi delle aziende che li realizzano. Ma altrettanto si può dire sulla qualità degli ambienti di lavoro, o dei servizi post vendita, o della gestione dei dati sia riconducibili a logiche di privacy che di importanza strategico – aziendale e quindi da trattare e detenere al massimo livello di sicurezza, ecc. ecc.

Come si evince lo slogan “Qualità per Competere” racchiudeva (e racchiude) di per sé una ridda di concetti e di possibili trattati che avrebbero necessitato spazi e tempo ben più ampi di quanto concessi nell’ambito del Forum.

Le importanti aziende che hanno partecipato al Tavolo con i propri testimonial, sono ampiamente significative per rappresentare l’operatività economica sia a livello  nazionale che internazionale. Accettando l’invito e raccogliendo la sfida di mettere in evidenza come venga vissuta nelle proprie aziende la Qualità, e quale significato attuale e prospettico esse diano a tutto quello che ruota intorno alla Qualità come reale  supporto per la competitività, vengono messi a disposizione dei lettori, stimoli di sicuro interesse per ulteriori confronti e dibattiti.  (n.d.r.: si coglie nuovamente l’occasione per ringraziare tutti i relatori sui contributi di grande interesse portati)

Quanto è emerso nei due giorni di confronto e discussione al tavolo di lavoro specifico, lo si è ricondotto a  tre macro classi di argomenti (vedi più avanti); di seguito per ogni classe vengono riproposti sotto forma di singoli statement, i contributi emersi. La sintesi puntuale su ogni aspetto trattato, porterebbe ad ulteriori necessità di approfondimento perché è immaginabile che ciascun destinatario del presente documento senta, forse, il bisogno di contestualizzare i vari aspetti affrontati con la propria realtà; la cosa sarebbe stata poi piuttosto difficile vista l’ampia rappresentatività di aziende operanti in contesti e settori diversi.

Gli aspetti ricorrenti e di convergenza delle testimonianze portate al tavolo di lavoro e su cui si vuole richiamare l’attenzione dei destinatari/lettori del Libro Bianco, sono stati aggregati nelle tre classi:

– Concetti Chiave (da tener sempre presente quando si parla di Qualità);

– Cultura della Qualità e tutela del made in Italy (approccio di Qualità);

– Proposte alle Istituzioni (dare valore all’approccio di Qualità).

a) Concetti chiave:

  • Cultura e divulgazione (parte tutto dall’approccio culturale alla Qualità e alla divulgazione di quanto di buono si è fatto, si sta facendo e si farà)
  • Innovazione (mai smettere di studiare, avere “fame” d’apprendere – Long Life Learning -; ma tutto deve avvenire con dinamiche ad alta velocità: “oggi è tardi per domani!”)
  • Team (corresponsabilizzazione di “tutti” sempre; lavoro di squadra e far convergere l’attenzione verso obiettivi chiaramente divulgati)
  • Catena di fornitura e partnership (da soli spesso non si va da nessuna parte; la qualità finale è il risultato degli add-on sulla catena del valore; importante risulta identificare dove si genera il valore nelle singole fasi di sviluppo, realizzazione, immissione sul mercato e post vendita del prodotto / servizio, anche a fine vita utile di un prodotto)
  • Sostenibilità (qualità in simbiosi stretta con Sicurezza, non ci possono essere organizzazioni, processi, prodotti e servizi di Qualità se non sono sicuri nell’accezione più ampia del termine; attenzione al futuro con particolare riguardo all’ambiente e alla collettività – Responsabilità Sociale d’Impresa)
  • Miglioramento continuo (passa attraverso nuove logiche che prevedono: integrazione, flessibilità, velocità, insoddisfazione continua e capitalizzazione dell’esperienza acquisita)
  • Sistema Paese (attenzione alle normative internazionali, le buone prassi e lo stato dell’arte della Qualità non sempre sono supportate da normativa al passo con le esigenze: del mercato, della competizione internazionale e della collettività; il tessuto socio economico Italiano, formato da PMI [dove la M va letta in Italia non come Medie imprese bensì come à µ – Micro imprese], manca ancora della consapevolezza della forza del fare rete; piccolo non è più bello ma sottende una forza incomparabile ed è l’humus più fertile per la nascita e lo sviluppo di aggregazioni di interesse, efficaci ed efficienti)

 b) Cultura della Qualità e Tutela del made in Italy:

  • Rigore nell’approfondimento dei problemi e nelle diagnosi
  • Sapersi dare dei temi/tempi, ovvero priorità
  • Valorizzare l’esperienza, “conoscere” e analizzare; deve essere un obbiettivo comune prendendo anche quello che dal “basso” arriva
  • Ragionare in qualità vuol dire comprendere che il domani è già oggi! Vedere con “occhi” diversi.
  • Puntare all’eccellenza nel prodotto e nel servizio che devono risultare elementi distintivi
  • Qualità soprattutto dal punto di vista del Cliente – comprendere bene chi è il Cliente e cosa vuole – capacità di ascolto
  • Qualità come “collante” verso i principi, l’etica e le best practices
  • Qualità come capacità di replicabilità e riproducibilità degli standard qualitativi
  • Cultura della Qualità rivolta al mercato ma anche all’impresa: flessibilità, velocità e capacità di adeguarsi ai cambiamenti e di continuare a studiare (aspetto che in Italia non è così perorato, supportato e sentito)
  • Integrazioni tra tutte le varie componenti aziendali. Da idoneità alla funzione all’idoneità per tutti in logica prospettica (quello che serve domani)
  • Cultura della qualità deve anche considerare la qualità della vita guardando alla collettività quindi anche nel post vendita (ciclo di vita del prodotto: riciclabilità, smaltimento, impronta ambientale, … )
  • Parlare di qualità ed efficienza energetica è credibile se lo testimoni direttamente declinando i principi in atti concreti applicati  alla tua realtà (maggior appeal vs il mercato)
  • Auto “certificazione” è bello ma se fatto da ente terzo è meglio per le garanzie al mercato e alla collettività!
  • Più che il made in Italy è il Sistema Paese che deve riuscire a valorizzarsi
  • Creare un substrato, supportato, di partnership nel Sistema Paese
  • Le istituzioni devono riuscire a valorizzare l’Italianità e il Sistema Paese tutto deve collaborare perché questo avvenga
  • Valorizzare e rendere fruibili le eccellenze cercando di trattenere i talenti (link stretto tra Università e Impresa in maniera semplice come sistema “Infrastrutturale”)
  • Imparare ad usufruire dei fondi “comuni” (verifica anche dei ritorni reali)
  • Qualità nel Sistema Paese vuol dire anche dipanare le diverse interpretazioni “normative” e conseguenti applicazioni; distonie che in Italia portano gravi ritardi

c) Proposte alle istituzioni:

  • Defiscalizzazioni / detassazioni per le aziende virtuose che lavorano in Qualità; Qualità testimoniata dal mercato e da certificazioni da parte di Enti Terzi che garantiscono la sorveglianza
  • Infittire la sorveglianza del mercato da parte delle autorità preposte per valorizzare le aziende che operano in Qualità e sono da considerarsi virtuose secondo parametri concertati e stabiliti (sul prodotto, sul ciclo di vita dello stesso, sull’efficientamento energetico, sulla sostenibilità del proprio business, ecc. ecc.)
  • Ridurre i controlli delle autorità pubbliche per le aziende che sono già sottoposte a controlli periodici sulle certificazioni da loro ottenute (sia di prodotto che di sistema organizzativo che del personale), così da orientare le “risorse” disponibili per i controlli pubblici verso ambiti a livelli di rischiosità più alti
  • Supportare finanziariamente le delegazioni nazionali ai lavori normativi internazionali. Le imprese non possono essere lasciate sole a supportare gli oneri economici per lavorare affinché il Sistema Paese ottenga dei riconoscimenti normativi (standard) più confacenti alle esigenze dell’imprenditoria Italiana, anzi che ne valorizzi l’eccellenza e la Qualità espressa
  • L’impianto normativo Italiano sia per le cogenze (norme di legge) che per gli aspetti tecnici, deve essere al passo coi tempi (si vedano ad esempio altri Paesi Europei) e deve valorizzare le aziende che nella propria Missione, tra i principi prioritari hanno posto, e porranno, attenzione alla Responsabilità Sociale d’Impresa che si manifesta anche con certificazioni relative a:
    • Rispetto della normativa applicabile (sia nel mandatorio che nel volontario)
    • Qualifiche del proprio personale con mantenimento e sviluppo delle competenze
    • Comportamenti etici
    • Risparmio energetico
    • Contenimento e riduzione dell’impatto ambientale anche per il prodotto a fine vita

 

Visto che a latere del tavolo di lavoro sono state molte le riflessioni dei convenuti al Forum, si richiama quanto emerso sull’importanza della comunicazione e dei media nel valorizzare o meno la Qualità.

La percezione della Qualità sul mercato non è il solo risultato delle attività delle imprese. I clienti e i cittadini tutti, attraverso internet e i social network, influiscono sempre più sull’immagine delle aziende e sulla reputazione dei prodotti; diventa essenziale quindi che il sistema Qualità delle imprese tenga in debita considerazione le relazioni possibili con le nuove tecnologie e la gestione delle stesse.  La disponibilità massiva di informazioni deve indurre i mezzi di comunicazione che le veicolano, ad assumere piena consapevolezza sulla grande responsabilità, nei confronti del Sistema Paese, nella divulgazione di messaggi e di contenuti che devono essere di “Qualità”. Sarebbe auspicabile un maggior equilibrio fra “scoop” scandalistici che sicuramente fanno  aumentare l’audience con altrettanti “scoop” meritori a favore delle eccellenze italiche utili a consolidare la Qualità per Competere del Sistema Italia.

L’auspicio è che, quanto riportato sia di stimolo affinché sia dal mondo dell’Imprese che da quello delle Istituzioni, si continui sempre più frequentemente ed intensamente a promuovere approfondimenti e momenti comuni di dibattito su  alcuni degli argomenti trattati; dobbiamo tutti contribuire affinché il nostro Sistema Paese e l’economia reale tornino a brillare anche tramite la massima valorizzazione del saper fare Qualità delle nostre imprese.

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